D’O: il silenzio che sa di rispetto

Un percorso degustativo che non stravolge i palati, ma mostra cos’è davvero la perfezione.

Foto di gastrocinici

Composto. È la prima parola che ci viene in mente uscendo dal D’O. Ma non nel senso noioso. È compostezza che viene dalla testa, ma anche dal cuore. È equilibrio, non freddezza.

Siamo a San Pietro all’Olmo, ma potresti essere su un altro pianeta dove ogni distanza tra i tavoli è pensata col righello di un architetto zen. Tavoli rotondi, sedie comode, luce perfetta. Niente è lì per caso. Niente grida.

Scegliamo il menu “Armonia”. Già il nome ti mette in riga. Qui non ci si sfoga, ci si ascolta.

Il primo piatto è un carciofo alla Giudea destrutturato. Una roba che, detta così, sembra un puzzle. Invece è armonia. Petali di patata, mousse di carciofo, yuzu, uova di trota e carciofo fritto. Si sente tutto. E quando senti tutto, vuol dire che qualcuno ha cucinato con la testa e con le mani.

Poi arriva “Aperto”, il risotto. Sembra uno che non vuole disturbare, ma quando lo assaggi ti obbliga a rallentare. Spinaci, sogliola, capasanta: il sapore è basso, ma profondo. Come certe canzoni che non balli, ma non ti escono più dalla testa.

Il filetto alla Rossini è diviso in due: carne da una parte, foie gras dall’altra. Il primo taglio non è perfetto, lo cambiano al volo. Nemmeno una piega. Nemmeno una scusa. Solo precisione. Il foie gras ti guarda da una cialda croccante, c’è il cassis, c’è la misura. E noi zitti. Non per mancanza di parole, ma perché non servono.

L’unico inciampo arriva col pre-dessert: “Find the real one”. Un giochino visivo, tre formaggi finti, uno vero. Bello da vedere, ma al palato scivola via. Un mini blackout in un menu che va a corrente continua.

Il servizio? Specchio del posto. Composto pure lui. Camerieri che sembrano sapere tutto ma non te lo fanno pesare. Il sommelier accompagna come una voce fuori campo che non alza mai il tono. La carta è solida, sicura. Nessun colpo di testa, ma nessun buco.

D’O non è un ristorante che ti fa ridere, non ti dà la battuta pronta. Ti guarda negli occhi e ti dice: “Fidati. Non c’è bisogno di rumore”. E in un mondo dove tutti urlano, Davide Oldani ti serve il silenzio. Ma quello buono. Quello pieno di senso.

Due stelle. Non solo per cosa si mangia, ma per come ci si sente. 

Classificazione: 4.5 su 5.

Data: Febbraio 2024

Prezzo: menu 175€, abbinamento vini 125€

Piazza della Chiesa, 14 – San Pietro all’Olmo, Cornaredo MI

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