Un percorso degustativo complesso, ma che sorprende e accende tutti i palati.

All’inizio c’è solo una tovaglia. Silicone bianco, liscia come la coscienza di chi sa di non sapere. Nessuna forchetta, nessun piatto. Solo vuoto. Un vuoto che ti fissa e ti dice: “Non sei pronto.”
Benvenuto da Contraste, regno del caos orchestrato da Matias Perdomo, che ha riaperto le porte con un restyling che non è solo estetico: è mentale. Se non ti senti all’altezza, sei nel posto giusto.
Citofoni in via Meda, Milano. Ti risponde il mistero. Entriamo e camminiamo su un tappeto blu che pare strappato da un teatro d’avanguardia, ci sediamo e ci sentiamo parte di un esperimento. Tavoli vicinissimi, ma come se il tuo avesse un’aura protettiva.
Prendiamo “Riflessioni”. Oltre dieci portate. Non è una cena. È un percorso in cui ogni piatto ti frega. Ti illude, poi ti scuote. Se qualcuno ti chiede “com’era?”, tu puoi solo rispondere: “Non lo so, ma mi ha fatto qualcosa.”
Il primo piatto è un fusillo. Con luppolo, pompelmo e semi di basilico. Amaro e crudo. Dicono che serve a pulire il palato. Ma la pasta è cruda.
Poi la seppia con foie gras e succo di sambuco. Poi il fegato di vitello col kimchi e il brodo alla lavanda. Roba per stomaci aperti, ma anche per menti curiose. Non sono piatti: sono tensioni. Architetture emotive. O ti innamori, o li odi. Noi, spoiler: li abbiamo amati.
A metà serata arriva la capra. Con cocco, marmellata di mela e senape. Il cocco non lo senti, ma te ne freghi: funziona.
Il dolce è la resa. Una torta di rose con gelato alla vaniglia. Detta così sembra banale. Ma è come se una nonna e un designer giapponese si fossero incontrati per farti piangere. La vaniglia è vera, il gelato si scioglie con lentezza teatrale. Ti senti cullato. E un po’ fregato, perché non c’è il bis.
Ogni piatto ha un messaggero diverso. Camerieri che sembrano usciti da storie diverse, ma che parlano la stessa lingua del luogo: quella del dettaglio maniacale. Anche i calici, più di dieci, sono voci del coro. Tè, birre, vini: nessuna stecca. È un balletto. Un incantesimo.
Contraste non è un ristorante. È un rituale. Ti destabilizza, ti lascia senza appigli, poi ti accompagna fuori che non sei più lo stesso. Forse sei solo più affamato di prima, ma non di cibo: di esperienza.
Ci torneremo. Quando il portafoglio e il cuore smetteranno di tremare.
Data: Maggio 2024
Prezzo menu: 180€+ abbinamento vino (120€)
Contraste – Via Meda, 2 Milano