Street food giapponese, atmosfera urbana, ma l’unico sapore che resta è quello della nostalgia calcistica.

Quattro ragazzi in camicia, giovani, ordinati, probabilmente in pausa da Amazon o da qualche altro business building in Garibaldi, si siedono accanto a me. Parlano solo di fantacalcio. Di Adriano nel suo prime, di Kakà, di Sheva. Amo il calcio. Ma qui, in questo preciso momento, mi hanno turbato il pranzo. E non è nemmeno colpa del tofu.
Sono da Matanē, insegna giapponese urbana con due sedi a Milano: una in zona Wagner e l’altra proprio qui, a pochi passi da Porta Garibaldi. Dicono “Japanese Urban Food”, e no, non è uno di quei ristoranti pieni di sushi plastificato e dragoni decorativi. Il concept è street, il design è minimale, l’atmosfera da pausa pranzo silenziosa o da cena leggera. Loro lo definiscono “Tokyo in formato Milano”. E forse ci riescono.
Ho scelto il set lunch Onigirazu. Un piatto con: Edamame, totalmente dimenticabili. Servono più a passare il tempo che a dare gusto. Hiyayakko vegan, tofu freddo con condimenti. Gyoza di pollo, cotti bene, croccanti ai bordi, ripieno che però sa un po’ di catena. Forse non sono industriali, forse sono solo tristi. E poi lui: l’Onigirazu Ebi Fry. La loro specialità.
Un sandwich di alga nori, ripieno di riso e gambero fritto. Buono. Ma non indimenticabile.Matanē è gentile, preciso, e pensato bene. Lo vedi nei dettagli: il logo illustrato, le birre giapponesi, le bibite Ramune che esplodono allegramente, il packaging da take-away perfetto per l’algoritmo di Instagram.
Non è stato un brutto pasto. Solo uno che dimentichi in fretta. E in effetti, la cosa più memorabile è che sono uscito pensando ancora a quanto fosse devastante Adriano a PES 5. Quasi quanto Ronaldo il Fenomeno.
Forse è colpa mia. Forse no.
A volte basta un pranzo per desiderare una cena.
Prezzo: 17€ Menu con ravioli (3€)