Propaganda Alimentare: cibo e ideologia

Serviti con un po’ di confusione e indecisione.

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Foto di gastrocinici

La propaganda è un’arma potente. Smuove coscienze, crea movimenti, cambia abitudini. E quando si parla di cibo, può diventare un manifesto, un’ideologia da assaporare. Propaganda Alimentare nasce con questa missione: promuovere il buon cibo e i suoi produttori, con una chiara predilezione per il mondo vegetale. Forse lo fa un po’ troppo timidamente. 

Ci siamo stati a cena. Eravamo di fretta, volevamo solo un aperitivo, ma ci siamo ritrovati a cena. Questo ha influito sul nostro giudizio? Forse. Ma, a distanza di giorni, la nostra opinione resta la stessa: Propaganda Alimentare non ci ha convinti del tutto.

L’idea è buona, l’intento nobile. L’arredo è minimale, con scrivanie trasformate in tavoli. La materia prima è di qualità, come la lingua di vacca da latte, decisamente interessante. Meno convincente il taco che l’accompagnava e i ravioli fritti ripieni di patate e bitto, serviti freddi all’interno, cosa che ci lascia perplessi.

Anche il servizio ha qualche intoppo: l’attesa per il primo piatto è stata troppo lunga, nonostante il locale fosse semivuoto. Forse l’esperienza migliore si vive all’aperitivo, magari in compagnia, per condividere e assaggiare senza troppe pretese.

Vorremmo tornarci per capirci meglio. Ma non sappiamo quando.

Classificazione: 2.5 su 5.

Prezzo portate: 8-15€

Via Accademia, 56, 20131 Milano

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