Una vineria alternativa in quel di Città Studi.

La prima vera regola da Escobrillo, se siete seduti nel dehors, è quella di non alzarsi mai. Altrimenti vi fregano il posto. A me è successo. Io vi ho avvisato.
È una delle cose che mi divertono di più del locale, insieme al proprietario, che è una delle dieci persone più scialle che conosca. Non si fa problemi ad aprire una bottiglia anche solo per un calice. Così come gli altri dietro al bancone. A quanto pare, è ancora legale bere vino in mescita.
Le bottiglie sono tante, praticamente arredano il locale. Se vi muovete troppo, rischiate di farne cadere una addosso.
Il cibo? Scelta limitata, ma porzioni abbondanti. Il tagliere di salumi e formaggi del mitico Claudio Mapelli è sempre una certezza.
Il locale è frequentato da gente del quartiere universitario, Piola e dintorni. Se vi sentite un po’ punk e non avete voglia di pensare troppo, fateci un salto e uscite brilli.
Se potete, prenotate. E soprattutto: non abbandonate mai il tavolo.
Se vi interessa, ho bevuto il Còle di Rarefratte (100% Gruaja) e il Jurançon Sec Vitatge Vielh 2019 – Clos Lapeyre, un blend di Gros e Petit Manseng.
Non ricordo altro perché ero ubriaco.
Prezzo: calici 5-8€, tagliere misto 18€
Via Giovanni Pacini, 27 – Milano