Un locale con cucina calda e una cantina di piccoli produttori

Siamo da Mestè, una vineria con del verde intorno. Sembra strano, ma nel quartiere Morivione c’è ancora vegetazione. Una veranda homemade di legno bianco fa da vetrina al locale. All’interno, pochi tavoli, una cucina e una piccola parete di vini.
Ci sediamo all’esterno fronteggiando le zanzare e arriva Matteo a servirci. Ordiniamo una caponata, dei Bottoni di Coda, sedano, dragoncello e Vezzena e un midollo arrosto, shokupan e insalatina di senape. E’ tutto preparato al momento.
Le melanzane sono cotte perfettamente e sono delicatamente unte al punto giusto. Il midollo è gigantesco. Non è difficile cuocerlo, ma appunto per questo la materia prima deve essere ottima. E qui lo è. Croccante e correttamente imburrato fuori e morbido dentro lo shokupan, un pane giapponese al latte che si adatta benissimo a fare da scarpetta al grasso opulento colato e abbandonato nel piatto del midollo. Il sale non manca e tutti gli ingredienti si percepiscono singolarmente.
Per quanto riguarda il vino, la scelta è più che discreta. La filosofia è quella di tenere solo vini artigianali. Abbiamo optato per il Mestè Bianco Frizzante. Un vino prodotto e imbottigliato per loro dall’Az. Agr. La Poiesa in Emilia. È un Ortrugo rifermentato che ci disseta e sgrassa i piatti. Ha una buona acidità e una bella beva. Un vino semplice, quotidiano che dà il meglio di sé in serate torride.
Mestè è un wine bar dove si può anche cenare con una selezione di piatti caldi. Sebbene i prezzi non siano economici, sono allineati con il resto della concorrenza. E’ vero, non ci troviamo in centro città, ma in un tranquillo quartiere, lontano dal traffico e dal caos. E, soprattutto, non siamo seduti su un marciapiede affollato.
Costo: 78€ con dolce e vino
Via Corrado il Salico, 12 – Milano